martedì 15 settembre 2015

Teaser Tuesday #7

Nuova rubrica per il Martedì. Questa rubrica è stata ideata da Should be Reading. Lo scopo di questa rubrica del martedì è offrire ai lettori l'opportunità di conoscere nuovi libri condividendone un'estratto. Potete partecipare tutti,seguendo le regole sottostanti:


-Prendi il libro che stai leggendo in una pagina a caso; 
-Condividi un breve spezzone di quella pagina ("Teaser")
Attento a non fare spoiler!
-Riporta anche il titolo e l'autore così che i tuoi lettori possano aggiungere il libro alla loro wishlist se sono rimasti colpiti dall'estratto.

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Premettendo che ho dormito solo 3 ore e che quindi sono propensa a fare errori di scrittura e tutto il resto e considerate le mie innumerevoli figure di merda di oggi nel parlare la lingua inglese,cosa che di solito faccio in maniera adeguata,volevo scusarmi in caso di errori di trascrizione e/o scrittura. Adesso passiamo al libro di oggi,come ben sapete,se mi seguite su goodreads,sto leggendo Il mio splendido migliore amico,solo che non avendo avuto molto tempo per leggere in questi due giorni,sono abbastanza indietro con le mie letture e quindi dovrò non solo rivedere tutte le rubriche,che avevo agilmente pre-scritto,così da evitare giorni di silenzio per il blog. Quindi eccomi qui a trascrivervi il teaser di questo romanzo. Cercherò di mettermi in pari con le letture e di anticiparne anche alcune,incrociamo le dita insieme.


Dopo aver coperto il mio mosaico di ragni-stelle con un telo protettivo in attesa che il gesso si
asciughi, prendo un sacchetto di nachos e mi avvio verso lo skatepark sotterraneo di Pleasance per
passare un po’ di tempo prima di andare all’appuntamento con papà.
Mi sono sempre sentita a casa lì, nella penombra. La pista da skate si trova in una vecchia
cupola salifera abbandonata, un’enorme grotta sotterranea che, in alcuni punti, raggiunge i quindici
metri di altezza. Prima di essere ristrutturata, la cupola veniva utilizzata come magazzino merci da una
base militare.
I nuovi proprietari hanno eliminato il vecchio sistema di illuminazione e, utilizzando vernice
fluorescente e luci nere, hanno trasformato il posto nel sogno segreto di ogni adolescente: un
suggestivo parco giochi oscuro e ultravioletto con tanto di pista da skateboard, minigolf
luminescente, sala giochi e bar.
La gigantesca conca di cemento per lo skateboard, dipinta con tonalità acide e fluo, sembra un
enorme faro verde. Tutti gli skater devono firmare una liberatoria e incollare del nastro adesivo
arancione fluo alla loro tavola per evitare di andare a sbattere nel buio. Guardandoci da lontano,
sembra quasi di vederci cavalcare tante lucciole nell’aurora boreale mentre entriamo e usciamo dalle
scie luminose altrui.
Ho iniziato ad andare sullo skateboard quando avevo quattordici anni. Avevo bisogno di uno
sport da poter praticare con l’iPod e le cuffiette per coprire i mormorii degli insetti e dei fiori intorno
a me. Con il tempo, ho imparato a ignorare le allucinazioni e ci riesco quasi sempre. Di solito, sento
solo suoni casuali e senza senso che si sovrappongono fino a formare un ronzio costante come le
interferenze radio.
Nella maggior parte dei casi riesco a convincermi che si tratta di rumore bianco.
Tuttavia, ci sono volte in cui un insetto o un fiore dicono qualcosa a un volume più alto degli altri
– qualcosa di azzeccato, significativo e personale – e allora faccio fatica a mantenere il giusto
distacco. Ecco perché il mio iPod è fondamentale quando dormo o quando mi dedico a qualcosa
che richiede molta concentrazione.
Allo skatepark gli altoparlanti trasmettono musica di qualunque tipo, dalle canzoni anni Ottanta al
rock alternativo, e allontanano qualunque possibile distrazione. Non ho nemmeno bisogno di
indossare le cuffiette. L’unico problema è che il posto appartiene alla famiglia di Taelor Tremont.
Due anni fa, poco prima dell’inaugurazione, mi chiamò. «Ho pensato che ti avrebbe fatto piacere
sapere come chiameremo il parco», disse con la voce piena di sarcasmo.
«Ah, sì? E come mai?», risposi, tentando di mantenere toni civili perché suo padre, il signor
Tremont, aveva appena scelto il negozio di articoli sportivi di mio padre come unico fornitore per il
centro. Era stata una vera manna dal cielo, considerando che all’epoca eravamo in bancarotta a
causa delle spese mediche di Alison. Inoltre, come vantaggio extra, mi avevano regalato l’entrata
gratuita al centro per tutta la vita.
«Be’…», ridacchiò Taelor, soddisfatta. Sentii le sue amiche sghignazzare in sottofondo.
Probabilmente ero in vivavoce. «Papà vuole chiamarlo Il Paese delle Meraviglie». Dall’altro capo
della linea si levò un’altra ondata di risate. «Ho pensato che ne saresti stata felice, sapendo quanto
sei orgogliosa della tua bis-bis-bis-coniglia».
Quella battuta mi ferì più del dovuto, e probabilmente rimasi in silenzio un po’ troppo a lungo
perché le risatine di Taelor si spensero.
«A dire il vero…», aggiunse lei, con un mezzo colpo di tosse, «secondo me è troppo banale.
Sottomondo è molto meglio. Sai, dato che si tratta di un sotterraneo. Che te ne pare, Alyssa?».
Quell’isolata manifestazione di pentimento da parte di Taelor torna a risuonarmi nelle orecchie
mentre sfreccio al centro della pista da skate, dominata da una grossa insegna al neon che dice:
SOTTOMONDO. È bello sapere che anche lei ha un lato umano, dopotutto.

Per oggi è tutto con il teaser. Cosa ne pensate? Fatemelo sapere nei commenti!
Al prossimo post,
Nali <3

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