martedì 13 ottobre 2015

Teaser Tuesday #11

Nuova rubrica per il Martedì. Questa rubrica è stata ideata da Should be Reading. Lo scopo di questa rubrica del martedì è offrire ai lettori l'opportunità di conoscere nuovi libri condividendone un'estratto. Potete partecipare tutti,seguendo le regole sottostanti:


-Prendi il libro che stai leggendo in una pagina a caso; 
-Condividi un breve spezzone di quella pagina ("Teaser")
Attento a non fare spoiler!
-Riporta anche il titolo e l'autore così che i tuoi lettori possano aggiungere il libro alla loro wishlist se sono rimasti colpiti dall'estratto.

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Il teaser di oggi sarà direttamente da Il passato di Sara di Chevy Stevens ,che volevo leggere da parecchio tempo,e finalmente ci sono riuscita.


Non mi sono accorta che Evan si era alzato finché non mi ha baciato sulla nuca e
ha emesso una specie di grugnito, un verso che abbiamo imparato da Moose e che
usiamo per comunicarci le cose più svariate, da «oggi mi girano» a «sei sexy».
Ho fatto sparire la schermata dal monitor e mi sono voltata sulla sedia. Evan ha
alzato le sopracciglia e ha sorriso.
«Stavi di nuovo chiacchierando con il tuo ragazzo?».
Gli ho sorriso di rimando. «A quale ti riferisci in particolare?».
Evan si è portato le mani al petto, si è lasciato cadere sulla sua sedia da ufficio e
ha sospirato.
«Spero per lui che abbia molti vestiti».
Sono scoppiata a ridere. Ho l’abitudine di impossessarmi delle camicie di Evan,
soprattutto quando è con un gruppo nel suo chalet in mezzo ai boschi di Tofino, a tre
ore dalla nostra casa di Nanaimo, sulla costa occidentale dell’Isola di Vancouver.
Quella settimana avevo finito per indossarne una ventiquattr’ore al giorno. Ero
talmente presa dal restauro di un nuovo mobile che al suo ritorno la camicia era piena
di macchie e mi è toccato concedergli ogni genere di favori per farmi perdonare.
«Mi spiace deluderti, tesoro, ma tu sei l’unico uomo al mondo che faccia al caso
mio: nessun altro riuscirebbe a convivere con le mie follie». Gli ho poggiato i piedi
sulle ginocchia. Con quelle ciocche di capelli neri dritte sulla testa e il consueto look
a base di pantaloni ampi e maglietta, sembrava uno studente del college. Molti non si
rendono conto che lo chalet in realtà è suo.
Ha sorriso. «Sono certo che da qualche parte c’è un bel dottore armato di camicia
di forza che ti troverebbe molto attraente».
Ho finto di dargli un calcio, poi ho detto: «Stavo leggendo un articolo», e ho preso
a massaggiarmi un lato della testa dove avevo un dolore martellante.
«Ti sta venendo l’emicrania, piccola?».
La mano mi è ricaduta in grembo. «Solo un po’. Passerà».
Mi ha lanciato un’occhiataccia.
«Va bene. Ieri ho dimenticato di prendere la medicina». Dopo aver sperimentato
farmaci per anni, adesso, grazie ai betabloccanti, la mia emicrania è finalmente sotto
controllo. Tutto sta nel ricordarsi di prenderli.
Lui ha scosso la testa. «Allora, di che parla quest’articolo?».
«Lo Stato dell’Ontario ha aperto i registri delle adozioni, così…». Ho sospirato
mentre Evan mi massaggiava con energia un punto preciso del piede. «C’erano un
sacco di lettere di persone adottate o che hanno dato in adozione i loro figli». Al
piano di sotto i risolini di Ally si sono interrotti.
«Stai pensando di metterti in contatto con la tua madre biologica?».
«Non proprio. Era interessante, ecco tutto». Ma aveva ragione lui, ci stavo
pensando. Solo che non ero certa di essere pronta a farlo. Ho sempre saputo di essere
stata adottata, ma non mi ero mai resa conto di cosa volesse dire fino al giorno in cui
mia madre mi mise seduta sulle sue ginocchia e mi disse che stavano per avere un
bambino. Avevo quattro anni. Quando la pancia della mamma cominciò a lievitare, di
pari passo con l’orgoglio di papà, iniziai a preoccuparmi che volessero darmi
indietro. Ma capii davvero la differenza solo il giorno in cui portarono a casa Lauren
e vidi il modo in cui mio padre la guardava, e poi il modo in cui guardò me quando gli
chiesi di poterla prendere in braccio. Due anni dopo ebbero Melanie. Non mi permise
di prendere in braccio nemmeno lei.

Evan, ansioso più di me di lasciar cadere l’argomento, ha annuito.

Co sa ne pensate? L'avete letto? Fatemelo sapere nei commenti!
Al prossimo post,
Nali <3

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