venerdì 27 gennaio 2017

Recensione "Il farmacista del ghetto di Cracovia" di Tadeusz Pankiewicz

Buongiorno a tutti, oggi in occasione della giornata della memoria, io e alcune blogger, abbiamo organizzato un piccolo BT dedicato alla memoria nel quale vi faremo compagnia con recensioni di romanzi, film e tante chiacchiere a tema!
Spero il BT vi piaccia e che andrete a leggere i post di tutte le altre blogger che hanno collabroato alla realizzazione dell'iniziativa.
Il romanzo di cui voglio parlarvi oggi è Il farmacista del ghetto di Cracovia di Tadeusz Pankiewicz, edito UTET (al prezzo di 14.00 euro per la versione cartacea e di 7.99 euro per la versione digitale - puoi acquistarlo QUI)

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Quando in un quartiere periferico di Cracovia viene creato d’autorità il ghetto ebraico, il 3 marzo 1941, Tadeusz Pankiewicz ne diventa suo malgrado un abitante. Pur senza essere ebreo, infatti, gestisce l’unica farmacia del quartiere: contro ogni previsione e contro ogni logica di sopravvivenza, decide di rimanere e di tenere aperta la sua bottega, resistendo ai diversi tentativi di sgombero, agli ordini perentori di chiusura e trasferimento. Rimarrà anche quando il ghetto verrà diviso in due e in gran parte sfollato, quando diventerà sempre più difficile giustificare la necessità della sua presenza.
Grazie a questa sua condizione anomala, coinvolto ed estraneo allo stesso tempo, Pankiewicz diventa una figura cardine del ghetto: si fa testimone delle brutalità del nazismo, fedele cronista dei fatti e silenzioso soccorritore, cercando in tutti i modi di salvare la vita e, quando impossibile, almeno la memoria delle migliaia di ebrei del ghetto di Cracovia.
Mescolando il rigore della ricostruzione e la delicatezza del ricordo, Tadeusz Pankiewicz ci restituisce la sua versione di questa grande tragedia, raccogliendo le storie di chi ha subito impotente la “soluzione finale” e le storie di chi ha invece provato a reagire: i disperati tentativi di resistenza armata, la ricerca del cianuro di potassio come extrema ratio in caso di cattura, le fughe attraverso le fogne cittadine... Il farmacista del ghetto di Cracovia racconta tutta l’assurdità di un momento storico in cui il capriccio del caso decise il destino di molti, ma anche l’incredibile resilienza degli esseri umani di fronte all’orrore. Come dice un cliente a Pankiewicz: «Dottore, mi dica: come mai ci sono così pochi pazzi in giro dopo tutto quello che la gente ha dovuto sopportare? Possono le cellule grigie del nostro cervello reggere così tanto dolore?».
 

"La vita non era normale là dentro."

Il romanzo è un racconto di guerra, un resoconto di tutto ciò che è accaduto davvero nel ghetto istituito a Cracovia. Il protagonista, cioè la voce narrante del romanzo, è lo stesso autore, Tadeusz Pankiewicz, il farmacista che ha vissuto nel ghetto dalla sua istituzione sino al suo smantellamento. 
Il romanzo mostra la verità che si nasconde dietro il terrore vissuto dalle vittime, dietro il terrore di coloro che sono sopravvissuto, ci svela la crudeltà di coloro che, nascondendosi dietro foto positive, compivano gli atti più assurdi e crudeli. 
E' un racconto del periodo più brutto della storia dell'umanità, che viene raccontato con estrema sincerità e lucidità, nei minimi dettagli, senza tralasciare niente e nessuno, senza censure, con nomi, date, giorni e dettagli di tutto ciò che è realmente successo all'interno, di tutto ciò che è stato nascosto a coloro che non vivevano nel ghetto. 


Il romanzo è un susseguirsi di nome, una lista infinita di vittime,carnefici, sopravvissuti, traditori, collaboratori, soldati e di tutti coloro che sono anche solo passati dalla farmacia dell'autore, una farmacia che era divenuta il punto di ritrova, il nascondiglio, la salvezza e un luogo di svago per tutti gli abitanti di quella che era, alla fine, una realtà a sè, lontana dal resto del mondo, dove tutto accadeva in maniera diversa, inusuale e assolutamente spaventosa. 

Il romanzo è scritto in maniera impeccabile, senza mezzi termini, raccontando con estrema attenzione ai dettagli da parte dell'autore che ha cercato di raccontare al meglio tutto ciò che aveva racconta, scritto durante quel periodo, ricordato attraverso le lettere che numerose arrivavano e ancora arrivano da parte di tutti coloro che ce l'hanno fatta, da parte di tutti coloro che sono riusciti a ricostruirsi una vita dopo la sofferenze vissuta durante quel periodo!

Il farmacista del ghetto di Cracovia è un romanzo bellissimo, per quanto bello possa essere un racconto di guerra, il racconto di una tragedia, che ci mostra, attraverso gli occhi di chi lo ha vissuto in prima persona, le atrocità vissute dagli ebrei durante la seconda guerra mondiale ed è la lettura perfetta per ricordare, soprattutto il un giorno come questo!

Cosa ne pensate? Lo avete letto? Lo leggerete?
Al prossimo post,
Nali <3

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